TV-fonini del canone!

Complici i mondiali di calcio a fare da traino alle vendite, dopo il recente sbarco della TV sui telefonini, ci si attrezza già ad ampliare l’offerta. E’ infatti attivo dal 9 giugno il primo format di informazione nato per la piattaforma mobile, il Tg3 Break, brevi “pillole informative” curate dal Tg3, in forma di mini-TG destinato a telefonini e web, con edizioni di 4 minuti l’una ed una rassegna stampa giornaliera.
L’iniziativa, che segna un’importante punto di partenza per altri investimenti, non è stata però accolta da tutti favorevolmente. In seguito all’introduzione di questo nuovo servizio “micro-televisivo”, infatti, molti consumatori e associazioni si pongono un dubbio, di cui l’ADUC (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) si è fatta portavoce presso il Ministero dell’Economia e quello delle Comunicazioni: «Visto che la tassa per il possesso di un apparecchio atto a ricevere trasmissioni televisive (il “canone” o “abbonamento”) è obbligatorio pagarla come per qualunque altra tassa, cosa succederà in questo caso?»
Fortunatamente, la norma che impone il pagamento del canone RAI stabilisce che basta un solo pagamento per ogni famiglia, indipendentemente dal numero di apparecchi posseduti dai diversi componenti del medesimo nucleo famigliare. Considerando valido questo presupposto, ogni titolare di TV-fonino sarebbe tenuto pagare questa tassa solo se non appartenente ad un nucleo famigliare che già paga il balzello RAI.
Questo almeno in teoria. L’ADUC ritiene quindi importante che questo dubbio venga presto chiarito, perché «serve a rendere ancor più chiaro - per chi ne avesse ancora bisogno - cosa significa il pagamento di questa tassa/balzello per il finanziamento di una TV di Stato che già gli italiani da tempo hanno chiesto sia privatizzata. Per quanto ci riguarda - aggiunge l’associazione - continueremo nella nostra battaglia per l’abolizione di questa tassa, con iniziative anche a livello parlamentare, e a partire dalla nostra petizione che si può firmare in Internet».
In UK, dove i TV-fonini sono una realtà già da diverso tempo, viene riscosso un canone TV su questi “nuovi cellulari”, con leggi che perseguono coloro che utilizzano questi telefonini pur dichiarando di non far uso della televisione.




